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VENERABILE SUOR TECLA MERLO PRIMA SUPERIORA GENERALE
DELLE FIGLIE DI SAN PAOLO


Nacque a Castagnito d'Alba (Cuneo) il 20 febbraio del 1894. Muore ad Albano (Roma) nella Casa di Cura Regina degli Apostoli il 5 febbraio 1964. “Il Vangelo sia sempre nella mente, sulla vostra bocca, nel vostro cuore” Trascorse i suoi primi venti anni nell'ambito della famiglia, della scuola, della parrocchia, impegnandosi nell'apostolato catechistico, nell'assistenza e formazione dei giovani. A 21 anni si incontrò con Don Alberione che la invitò a collaborare con lui nella fondazione della nuova Congregazione delle Figlie di San Paolo.
Con quella docilità che dispone sempre il cuore al volere di Dio, accettò l'invito con semplicità e fede. Nel 1922 insieme ad altre giovani, emise i primi voti, venne designata Madre Generale e fu chiamata «Prima Maestra». Con l'esempio, con la parola, con la preghiera, seppe dirigere e sostenere le sue Figlie nella «vocazione nuova» che Gesù Maestro affidava loro nella Chiesa. Religiosa irreprensibile e al tempo stesso decisamente moderna, sensibile ai mutamenti e ai bisogni della società, incoraggiò le sue Figlie, presenti ovunque, mossa da un unico fine: la Gloria di Dio e il bene delle anime, a dare impulso a sempre nuovi Centri di diffusione della verità,

tramite moderni strumenti della comunicazione sociale: stampa, radio, cinema, TV, filmini, dischi, da lei sempre considerati mezzi di evangelizzazione. Lesse, godendone profondamente, il documento conciliare «Inter Mirifica» di cui potrebbe dirsi precorritrice, attraverso il quale vide un'ulteriore approvazione del suo Istituto. Dal suo taccuino: «Grande fiducia in Dio, fiducia serena. E' un Padre che ci sostiene, ci aiuta, ci dà tutto e ci attende in Paradiso. Fare tutto e solo per piacere al Padre celeste. O Maria aiutaci. Tu sei piaciuta a Dio...». «Signore, voglio fare in tutto e sempre la Tua Volontà, in tutto e sempre la Tua obbedienza. Angelo mio, aiutami Tu». Dopo aver offerto la sua vita per la santificazione di ogni Figlia di San Paolo, il 5 febbraio del 1964, vigilia del 50° di fondazione dell'Istituto, morì lasciando alle sue Figlie un patrimonio inesauribile di insegnamenti e un sicuro cammino nella Chiesa di Dio. Scriveva Don Alberione: «Fu un'anima contemplativa. Pregava ovunque, perchè continuamente ed in ogni luogo unita al Signore. Il suo spirito si affinava. Una luce sempre più viva la illuminava...Verso la fine della vita soprattutto ascoltava, considerava e gustava: cercare solo la gloria di Dio. Questo costituisce il vertice della santità...Ho già detto altre volte che la santità consumata consiste proprio nel cercare soltanto la gloria di Dio. La prima Maestra era arrivata a questo punto». ----- Sito Paoline