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Paolo Apostolo
Giacomo Alberione

PRESENTAZIONE

Nel 1972, don Stefano Lamera, avendo avuto tra mano queste pagine inedite di don Giacomo Alberione, pensò di darle alle stampe, aggiungendovi altri scritti anch'essi inediti su temi affini: S. Paolo e il sacerdote e S. Paolo, maestro universale, col titolo generale S. Paolo apostolo modello di vita spirituale.
Esaurita la prima edizione il libro entra a far parte dell'Opera Omnia di don Alberione.
La base del lavoro di questa seconda edizione è stato il manoscritto originale. Don Alberione aveva vergato questi « appunti » sul, retro e all'interno delle copertine della biografia di santa Ludovina. Le stesse copertine servirono a don Alberione per altri appunti, dati successivamente alle stampe.
Il manoscritto era in possesso di suor Rosaria Visco, Figlia di San Paolo, un tempo segretaria e autista del Fondatore, che gentilmente lo ha ceduto all'Archivio della Casa Generalizia della Società San Paolo.
La nuova edizione si è mossa su una base di confronto e di verifica minuziosa: volendo offrire alla Famiglia Paolina un testo critico e fedele all'originale, ci si è proposto di notare ogni intervento fatto sul testo.

Tali puntualizzazioni non erano state considerate nell'edizione precedente, che dava per scontato le modifiche apportate al testo originale, all'ortografia e, in qualche caso, al senso e alle citazioni.
In questa edizione presentiamo lo scritto di don Alberione, e ogni qualvolta si rendono necessarie delle modifiche, vengono fatte notare dai segni diacritici.


CONTENUTO DEL LIBRO

Queste pagine risalgono all'aprile-maggio 1947- la data non è riportata dall'A., ma è citata in un testo dattiloscritto e riveduto dallo stesso don Alberione, come testimoniano alcuni suoi interventi annotati a penna. Si tratta di un corso di esercizi spirituali fatti ad Albano Laziale: don Alberione era solito ritirarsi due volte all'anno per trascorrere un piccolo periodo di riflessione e di silenzio nella preghiera. In uno di questi periodi nasce il presente libro.
Dalla lettura del manoscritto si deduce che il tema della riflessione è l'apostolo Paolo. modello di vita per ogni sacerdote e predicatore del Vangelo.
Il libro è suddiviso in 18 capitoli nei quali don Alberione traccia - in un confronto diretto con la figura e la missione di San Paolo - l'immagine del sacerdote, che a imitazione del convertito di Damasco deve essere uomo nuovo, « esclusivamente di Dio», «un miracolo della grazia »; deve capire gli uomini e sentire con loro e portarli a Dio; deve infine 
far trasparire quell'aliquid divinumdi cui è portatore.

LIMITI DEL TESTO


Don Alberione non aveva il dono dello «scrittore», e questo limite - se tale si può dire - lo cogliamo anche in questo libro o, che pur è punteggiato da mille scintille.
Il suo stile è scarno e accidentato: sono 54 fogli scritti a mano, con una calligrafia minuta e chiara. Si può dire che si tratti di appunti, più che di meditazioni. Scrive sotto l'azione di quanto gli nasce dentro, a caldo. Per questo, lo stile è frammentario, disadorno, «proprio di chi appunta sulla carta qualche pensiero per sè ». Non si nota eccessiva attenzione alla forma, che a volte rende difficile la comprensione del pensiero.
I concetti vengono appena abbozzati, senza un vero sviluppo che esaurisca il tema. E la punteggiatura si rivela approssimativa: mancano punti, cediglie e, di conseguenza, non sempre vengono rispettate le lettere maiuscole all'inizio di un periodo o, le minuscole nella prosecuzione del periodo. Anche le citazioni bibliche talvolta sono incomplete o errate: probabilmente l'A. citava a memoria e non si curava di verificare se quanto aveva riportato fosse esatto .
Erano appunti personali e, in quanto tali, lasciano intravvedere i loro limiti, ma anche l'essenzialità dell'A., che non disquisisce sul tema, bensì esprime quello che sente.



AVVERTENZA


Il testo è ricco di citazioni bibliche in latino, di cui abbiamo omesso di riportare la traduzione: l'indicazione della fonte al termine della citazione aiuterà il lettore a rintracciare il passo citato nella propria lingua.
Il titolo del libro è stato preso dal terzo capitolo e reso in italiano. Sembra sintetizzare bene l'intero contenuto del volume.
La sigla scelta è PAP.

Giuseppe Di Corrado

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