Come ricordo|1° Capitolo generale |

 

Don Antonio Giuseppe Speciale
da Paulus.net

Testimonianza di don Antonio Giuseppe Speciale ssp from Zbigniew Gawron SSP on Vimeo.

Scritto da Don Vincenzo Vitale, SSP Mercoledì 08 Giugno 2011 20:12

Alle ore 17 (locali) di oggi, 8 giugno 2011, nell’infermeria della Comunità San Paolo di Roma, il Divin Maestro ha chiamato al premio eterno il nostro fratello Sacerdote DON ANTONIO GIUSEPPE SPECIALE, 89 anni di età, 77 di vita paolina, 64 di professione religiosa, 60 di sacerdozio. Don Antonio è nato in terra calabrese a Castrovillari (Cosenza) il 5 gennaio 1922.

È entrato in Congregazione, giovanissimo, il 28 ottobre 1933. I suoi primi passi nella Società San Paolo furono segnati da vicissitudini sofferte per corrispondere alla vocazione sacerdotale che sentiva fortemente, come racconta in un breve scritto autobiografico relativo agli anni 1933-1945. Desiderava infatti essere sacerdote, ma fu avviato alla vocazione di Discepolo del Divin Maestro e con questa opzione iniziò il noviziato il 22 aprile 1940.

"Ed è proprio come “segretario” che don Speciale trascorrerà, a partire dal 1950, un ventennio accanto al Primo Maestro, fino alla sua morte"

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Testimonianza di don Antonio Giuseppe Speciale ssp from
Zbigniew Gawron SSP on Vimeo.

Don Antonio Speciale

“Come siamo stati uniti nella professione della fede, così manteniamoci uniti nel suffragio e nell’intercessione”. (Don Alberione)

Alle ore 17 (locali) di oggi, 8 giugno 2011, nell’infermeria della Comunità San Paolo di Roma, il Divin Maestro ha chiamato al premio eterno il nostro fratello Sacerdote


DON ANTONIO GIUSEPPE SPECIALE
89 anni di età, 77 di vita paolina, 64 di professione religiosa,
60 di sacerdozio

Don Antonio è nato in terra calabrese a Castrovillari (Cosenza) il 5 gennaio 1922. È entrato in Congregazione, giovanissimo, il 28 ottobre 1933. I suoi primi passi nella Società San Paolo furono segnati da vicissitudini sofferte per corrispondere alla vocazione sacerdotale che sentiva fortemente, come racconta in un breve scritto autobiografico relativo agli anni 1933-1945. Desiderava infatti essere sacerdote, ma fu

avviato alla vocazione di Discepolo del Divin Maestro e con questa opzione iniziò il noviziato il 22 aprile 1940. Incontrò però un’opposizione forte da parte della famiglia, al punto che il padre venne a prelevarlo poco tempo dopo, con suo grande dolore. Don Antonio ricorda il consiglio che riuscì a raccogliere dal Primo Maestro prima di partire: «Io prego per te e ti raccomando nella Santa Messa. Con l’aiuto di Dio e degli uomini potrai nuovamente essere tra di noi». Il tempo fuori della Congregazione fu comunque ben speso a completare gli studi liceali, oltre che a coltivare una intensa vita spirituale. Intrattiene una corrispondenza con don Alberione, che lo incoraggia e lo esorta ad andare avanti con fiducia.Nel 1942 viene chiamato al servizio militare a Roma, come impiegato al Ministero della guerra.

Nel 1944 riesce a conseguire la licenza liceale, che gli permette di riprendere la strada della vocazione sacerdotale che tanto desiderava e nella quale è confermato da chiari segni. Avuta la dispensa militare nel 1945, in giugno parte con il fratello per iscriversi all’Università a Napoli, ma avendo in cuore il desiderio di fuggire alla prima occasione. Va ad abitare ad Aversa e qui viene a prelevarlo il Primo Maestro, giunto da Roma, il 28 luglio 1945. Può così entrare in noviziato il 15 agosto 1945 ad Albano, concludendolo con la prima professione religiosa l’8 settembre 1946. Seguono gli anni di studi teologici a Roma, mentre il suo cammino prosegue con la professione perpetua l’8 settembre 1949 e l’ordinazione presbiterale l’8 luglio 1950, allietata dalla partecipazione gioiosa della famiglia, la cui opposizione, a poco a poco, si era stemperata.
Don Antonio, che prestava aiuto a don Michelino Gagna (Economo generale), ricorda come già in quegli anni il Primo Maestro «spesso mi chiamava per fare qualche commissione o dattilografare qualche articolo o lettera. Così continuai in seguito». Ed è proprio come “segretario” che don Speciale trascorrerà, a partire dal 1950, un ventennio accanto al Primo Maestro, fino alla sua morte: fedele e zelante collaboratore, tiene quotidianamente un Diario della vita di don Alberione, in cui segna minutamente, ora per ora, le occupazioni del Fondatore: un’opera preziosa ed insostituibile per i riscontri di date, parole e fatti necessari per la documentazione storica.

Don Alberione  con Don Antonio Speciale

Senza dimenticare che egli stesso era una “memoria vivente” di ricordi legati alla storia della Congregazione. Molti sono gli aneddoti che circolano sullo zelo che don Speciale aveva nel conservare tutto ciò che riguardava il Primo Maestro, a cui si sentiva legato da un attaccamento filiale.
Anche dopo la morte di don Alberione, don Antonio rimarrà legato alla Casa generalizia, occupato in mansioni varie di ministero e di apostolato. Nel 2007, a causa del lento ma inesorabile declino della salute, si rende necessario il suo trasferimento nell’infermeria di Roma (via Alessandro Severo), dove conclude i suoi giorni terreni. Era sereno e sempre partecipe delle vicende della Congregazione e dei confratelli anche in questi ultimi anni. Recentemente era stato colpito da tumore, ormai incurabile a causa delle numerose metastasi. Affidiamo questo fratello, che va ad aggiungersi alla «moltitudine di testimoni» (Eb 12,1) della Famiglia Paolina del cielo, alla misericordia di Dio Padre e al volto benigno del Maestro, Via, Verità e Vita, che ha promesso ai suoi: «Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi» (Gv 14,4). E nel congedarci da lui assicurandogli il nostro suffragio, gli chiediamo di intercedere per tutte le necessità della Congregazione.

Roma, 8 giugno 2011

Don Vincenzo Vitale

I funerali si svolgeranno venerdì 10 giugno, alle ore 9 nella Cripta del Santuario Maria Regina degli Apostoli di Roma. La salma proseguirà quindi per Manziana (provincia di Roma), dove avrà luogo una benedizione prima della tumulazione nel cimitero locale. I Superiori di Circoscrizione informino le loro comunità per i suffragi prescritti